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LA CHIESA DI VALGRISENCHE
 
Nella visita pastorale del 1820 mons. Jean-Baptiste Aubriot de la Palme ordina di ingrandire la sacrestia, troppo piccola e umida: quello dell'unidità è un grave problema per la chiesa che necessita di varie riparazioni. Sarà il parroco Jacques-Valentin Millliéry ad eseguire nel corso del 1821 le migliorie suggerite dal vescovo: la costruzione di una nuova sacrestia a est, l'ampliamento della cappella di San Sebastiano che diventa così una sorta di navata laterale, l'elevazione della tribuna ed il rifacimento del coro. I lavori sono affidati all'impresarion Francesco Franchino. Tuttavia la chiesacontinuava ad essere sottodimensionata per la popolazione e non riusciva a soddisfare quelle esigenze di decoro e di grandiosità che spingono nel XIX secolo, in relazione al laicismo giacobino, a una nuova e generale ondata di rinnovamento degli edifici religiosi. In uno slancio di generosità che coinvolge tutta la parrocchia e diversi altri donatori, fra i quali re Vittorio Emanuele II e molti Valgriseins emigrati all'estero, Valgrisenche si impegan nel 1870, sotto la guida del canonico Pierre-Joseph Bétha, a costruire integralmente la sua nuova chiesa. Il nuovo edificio, realizzato su progetto dell'architetto e impresario valsesiano Giuseppe Lancia, sarà consacrato il 9 giugno 1875 da mons. Joseph-Auguste Duc, le cui insegne sono intagliate sul battente di ingresso.
La chiesa è ad unica navata con abside a ovest e tre nicchioni laterali, coperta da volte a vela che poggiano su un elaborato cornicione in stucco.
Nel 1900 viene acquistato l'organo, opera del celebre Carlo Vegezzi-Bossi di Torino in sostituzione di quello già esistente che viene donato alla chiesa di Rhêmes-St. Georges.
Due anni più tardi, il rosone in vetro che illuminava l'interno viene murato e sulla facciata è realizzato il dipinto con il Sacro Cuore di Gesù. Nel 1912 il parroco Edouard-Clément Bérard dona l'altare in marmo del Sacro Cuore (tela di Paolo Gaidano), che va a sostituire quello in legno già esistente, trasferito nella cappella di Prarion; nel 1914 verrà collocato il nuov oaltare in marmo del Rosario (tela di Ernesto Lancia ).
L'altare maggionre, in marmo di Carrara, risale invece al 1923. Negli anni cinquanta hanno luogo le ultime trasformazioni con l'inserimento delle vetrate policrome e le decorazioni della parete di fondo del battistero (Carlo Morgari, 1953).
 
 
Il Campanile
Il campanile risale invece ad un periodo ben più antico e fa parte del complesso originario (Anno 1417). Con la sua guglia a piramide ottagonale divisa in più fasce. Le facce hanno inclinazioni diverse e questo conferisce al campanile stesso il caratteristico effetto un pò bombato che, secondo la tradizione, evocherebbe la forma della tiara papale come tributo di gratitudine a Papa Clemente VII.

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